Mia madre da fine ottobre cominciava a ripetere la frase “ai Santi pelliccia e guanti” e questo suo mantra risuona da sempre nella mia testa quando si avvicina il mese di novembre.
Al di là del significato religioso del primo di novembre, per lei questo era il momento di invitare le sue sorelle che abitavano a Torino e di riunire così la famiglia. Questo voleva dire cominciare con giorni di anticipo a cucinare vitello tonnato, agnolotti, arrosto e così via.
Mi ricordo il giorno dei Santi le tre sorelle, che si somigliavano molto fisicamente, riunite a chiacchierare e perché no, a fumare una sigaretta quasi di nascosto, al riparo dagli sguardi dei mariti. Un momento tutto loro, di intimità famigliare, da cui tutti noi eravamo esclusi e una tradizione che si ripeteva anno dopo anno.
Quando mamma cominciava a ripetere la fatidica frase, le temperature erano più rigide e i guanti per andare a messa a piedi, li mettevamo davvero. Quindi per me, il primo giorno di novembre ha sempre segnato ufficialmente l’inizio della stagione della coperta sul divano, dei piatti caldi, del piumone sul letto; una stagione fredda sì, ma in cui tante sono le occasioni per scaldare il cuore.